domenica 6 maggio 2007

Dal marzo del 1943 ai «quarantacinque giorni» di Badoglio


La terribile e drammatica realtà della guerra inizia ormai ad affiorare oltre la patinatura propagandistica dei sorrisi con cui il fascismo cerca di negarla. La sistematicità dei bombardamenti anglo-americani, infatti, diviene di una tale consistenza che ormai non si possono più occultare i segni che la guerra sta imprimendo sempre più evidenti sulla realtà.
E la politica iconografica degli anni precedenti, tendente a rappresentare il bombardamento come una virile prova di coraggio, non aiuta certo la popolazione, che ormai vive stancamente nella paura di essere colpita. A questo punto, la macchina della propaganda inizia a simbolizzare il bombardamento come un crudele martirio impartito all’Italia dalla criminalità anglo-americana. Ecco allora l'inciviltà degli Alleati, che non rispettano i luoghi sacri e culturali della nazione. Ecco ancora apparire le fotografie dei bambini con gli arti martoriati da penne e cioccolatini esplosivi, che nelle didascalie si dice vengano lanciate dai piloti anglo-americani. Ed arriva il marzo degli scioperi nelle fabbriche, ma l'Istituto Luce non fotografa nulla di ciò. Ovviamente non può lasciare simili testimonianze, essendo stato incaricato di visualizzare la storia ufficiale e fascista dell’Italia. Ma nei sentimenti degli italiani non c'è più spazio per credere ai messaggi diffusi dalla propaganda.
E quando la radio annuncia l'avvenuta destituzione di Mussolini, la popolazione scende per le strade delle città. Cadono gli eblemi del regime, vengono abbattuti i fasci littori dai palazzi, i busti del duce sono trascinati per le strade. E gli operatori del Luce, che per tutto il Ventennio avevano ripreso le adunate oceaniche di Piazza Venezia e le acclamazioni popolari ai discorsi del duce, si gettano ora per le strade, questa volta, però, per fotografare il consenso della popolazione alla decisione di porre fine al regime fascista. Ma il Luce, inizia a riprendere anche i primi provvedimenti del nuovo governo Badoglio, i primi picchetti armati e l’affissione dei primi manifesti murali, l'inizio di una nuova censura.
Prima di essere trasferiti a Venezia, gli operatori del Luce fotografano le varie manifestazioni pubbliche del nascente Partito Fascista Repubblicano; ma la realtà della città inizia ad apparire in una delle ultime fotografie scattate dall'Istituto Luce sul suolo romano: l’immagine di una Roma ormai pattugliata dai soldati tedeschi, a vigilare «sulla linea di confine a Piazza San Pietro».

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1 commento:

stefano mannucci ha detto...

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